Appuntamenti coi fogli di via…

Vi aspetto numerosi ai prossimi appuntamenti di presentazione del mio libro…

Settimo di Pescantina (Vr) - venerdì 23 ottobre, ore 21.00 - presso Casa Serena: “Agorà: Come agnelli in mezzo ai lupi” (Centro pastorale adolescenti e giovani)

Rovigo - mercoledì 28 ottobre, ore 18.00 - presso sala della Gran Guardia (Comune di Rovigo, Assessorato ai Servizi sociali, Immigrazione, Pari opportunità) scarica la locandina

Forlì - venerdì 6 novembre, ore 20.45 - presso la Saletta della Banca di Forlì (via Bruni, 2) - conduce la serata Fabio Gavelli, giornalista - (Libreria del Duomo) scarica la locandina

Verona (loc. Avesa) - mercoledì 11 novembre, ore 21.00 - presso la Sala cooperativa del popolo - a cura del Gruppo di acquisto solidale “La coccinella” di Quinzano. Introduce Raffaello Zordan di Nigrizia

Cazzano di Tramigna (Vr) - venerdì 13 novembre, ore 21.00 presso la Palestra comunale - “L’Africa in un cassonetto” spettacolo teatrale liberamente tratto da “Fogli di via”, a cura dell’Associazione “Teatro  geneticamente modificato” scarica la locandina

Trento - giovedì 19 novembre, ore 20.45 - Migrazione possibile. Per una società che accoglie e comprende - Introduce don Elia Ferro, direttore di Migrantes di Padova - presso il Teatro San Marco di via San Bernardino - (Centro Missionario Diocesano)

Posted by admin on Ottobre 19th, 2009

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Premio Zecchino d’Oro… grazie!

Alla Polizia un premio per la sensibilità e l’umanità

Il prestigioso premio Zecchino d’Oro promosso dall’Antoniano di Bologna e dal comitato organizzatore dell’omonimo concorso canoro è stato assegnato in questa sua prima edizione a Gianpaolo Trevisi, dirigente della squadra mobile della questura di Verona, e a Vincenzo Stingone questore della città scaligera.
Il premio è stato ideato per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie piu’ deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanita’ e sensibilita’.
Trevisi è stato autore del libro “Fogli di via“. Una serie di racconti ispirati dalla sua precedente esperienza di responsabile dell’Ufficio Immigrazione. Uno spaccato di storie, a metà tra finzione e realtà, segnate dalla disperazione e che rivelano la sensibilità applicata dall’autore nel suo lavoro quotidiano.
Nell’attribuire il premio a Trevisi la giuria ha voluto, secondo la motivazione, applicare il riconoscimento anche a tutti i poliziotti che lavorano nell’Ufficio Immigrazione di Verona e a tale proposito hanno premiato anche il questore Vincenzo Stingone, capo di tutti gli agenti della città scaligera.

Fonte: Polizia di Stato 05-10-2009

«Fogli di via», l’Antoniano premia Trevisi. Al capo della Mobile lo «Zecchino d’oro»

Il riconoscimento, alla prima edizione, va all’impegno di professionisti e istituzioni verso i bambini. La scelta è caduta sui racconti del vice questore scaligero

VERONA - È stata assegnata a Gianpaolo Trevisi, vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Verona, la prima edizione del Premio «Zecchino d’oro». Il riconoscimento è promosso dall’Antoniano di Bologna e dall’organizzazione delle selezioni nazionali dello Zecchino d’oro per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie più deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanità e sensibilità. 

La giuria, presieduta da Fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile del Tour nazionale di selezioni dello Zecchino d’oro, ha deciso di premiare Trevisi, autore del libro «Fogli di via» (edizioni Emi, Bologna), una serie di racconti ispirati alla sua attività di responsabile dell’ufficio Immigrazione, perchè «con le sue storie a metà tra realtà e fantasia - si legge nella motivazione - ha dimostrato di aver svolto per anni il proprio lavoro con impegno ed entusiasmo, riuscendo a mettersi sempre dall’altra parte della scrivania, e nei panni di chi soffre, con profonda umanità ed eccezionale sensibilità, soprattutto trovandosi di fronte dei bambini, con i loro colori e le loro vulnerabilità».

«Premiando Trevisi - spiegano Caspoli e Zambelli - vengono anche premiati tutti gli agenti dell’ufficio Immigrazione e della polizia di stato di Verona che in particolare di fronte ai minori, sia in ufficio che per strada, hanno sempre cercato di svolgere il proprio lavoro ricordandosi di essere uomini e donne, ancora prima che poliziotti. Per questo motivo lo stesso riconoscimento sarà assegnato anche a Vincenzo Stingone, questore di Verona e quindi capo e rappresentante di tutti i poliziotti della città scaligera».

Fonte: Corriere del Veneto 5 ottobre 2009

Tutelano i diritti di bambini e dei deboli

Riconoscimenti dallo zecchino d’oro a questore e capo mobile. Il merito è dei poliziotti che ogni giorno lavorano mettendo cuore nella professione

È stata assegnata al questore di Verona Vincenzo Stingone quindi capo e rappresentante di tutti i poliziotti della città scaligera la prima edizione del premio «zecchino d’oro».
Il riconoscimento è stato promosso dall’Antoniano di Bologna e dall’organizzazione delle selezioni nazionali dello zecchino d’oro - è detto in una nota - per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie più deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanità e sensibilità.
«Siamo orogogliosi di questo premio, che io condivido con tutti gli uomini e le donne che lavorano con me», ha detto Stingone, «il poliziotto è spesso un ragazzo come tanti suoi coetanei, che ha grandi valori e per essi combatte. Non dev’essere visto come un oppressore, ma come un amico pronto a dare una mano. Per questo da sempre sottolineo l’importanza della vicinanza nelle scuole. Sono felice anche per la premiazione di Trevisi», ha detto il questore, «perchè al suo impegno professionale aggiunge doti umane apprezzabili». La giuria, presieduta da fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile del Tour nazionale di selezioni dello zecchino d’oro, ha deciso infatti di premiare anche Gian Paolo Trevisi, dirigente della squadra mobile autore del libro «Fogli di via» (ed. Emi, Bologna), una serie di racconti ispirati alla sua attività di quando era responsabile dell’ufficio immigrazione, perchè «con le sue storie a metà tra realtà e fantasia - si legge nella motivazione - ha dimostrato di aver svolto per anni il proprio lavoro con impegno ed entusiasmo, riuscendo a mettersi sempre dall’altra parte della scrivania, e nei panni di chi soffre, con profonda umanità ed eccezionale sensibilità, soprattutto trovandosi di fronte dei bambini, con i loro colori e le loro vulnerabilità».
«Premiando Trevisi - spiegano Caspoli e Zambelli - vengono anche premiati tutti gli agenti dell’ufficio immigrazione e della polizia di Stato di Verona che in particolare di fronte ai minori, sia in ufficio che per strada, hanno sempre cercato di svolgere il proprio lavoro ricordandosi di essere uomini e donne, prima che poliziotti». A.V.

Fonte: l’Arena 06 ottobre 2009

A Stingone e Trevisi il premio zecchino d’oro

Per l’occasione il questore si è esibito in alcune canzoni napoletane Zambelli: «Ascoltati 4.500 bimbi, i nove finalisti su RaiUno a novembre»

L’umanità e la sensibilità che sono valse loro il premio «zecchino d’oro» le hanno dimostrate anche l’altra sera, a villa Novare di Arbizzano, al momento della consegna ufficiale del riconoscimento.
Il questore Vincenzo Stingone e il vicequestore e capo della squadra mobile Gianpaolo Trevisi hanno infatti accolto il premio, attribuito loro da una giuria presieduta da fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile delle Selezioni nazionali dello zecchino d’oro, con il sorriso e l’umiltà di chi, oltre a vestire quotidianamente i panni del poliziotto, sa, se il contesto lo richiede, anche ascoltare, divertirsi e, perché no, cantare. Insomma, hanno dimostrato di incarnare appieno quello spirito solidale ma anche giocoso che sta alla base del successo di 50 anni di zecchino d’oro.
«Ho vinto lo zecchino d’oro, è un sogno che si avvera», scherza Stingone, confessando che una delle sue passioni è proprio il canto. «Durante gli studi, facevo pianobar», ha detto prima di lanciarsi in un’interpretazione estemporanea, ma intensa di alcuni classici della musica partenopea, da «Malafemmena» a «Reginella». Applausi scroscianti e complimenti per il questore il quale non avrebbe potuto combattere nel modo migliore lo stereotipo che, dice, circonda gli agenti di polizia:«Quello del poliziotto repressore e, quindi, “cattivo”. Mentre gli agenti che rappresento, lavorano con entusiasmo e umanità e in questo modo, prima di essere poliziotti, dimostrano di essere uomini e donne che soffrono e si divertono, esattamente come gli altri».
Se questa è l’immagine nuova che la polizia vuole trasmettere, testimonial ideale è Gianpaolo Trevisi, vicequestore e capo della squadra mobile scaligera, che insieme a Stingone ha ricevuto il premio per il suo libro Fogli di via, storie ispirate dalla sua esperienza come dirigente dell’ufficio Immigrazione. «Trevisi», lo descrive Gad Lerner nella presentazione del volume, «è un ufficiale che ha capito come sia necessario, per fare davvero il proprio dovere, entrare in relazione con l’interlocutore, tanto più là dove s’instaura una relazione di potere».
E tra i suoi interlocutori, negli anni di attività, moltissimi sono stati i bambini, con le loro vulnerabilità. «I bimbi sono tutti uguali, che siano figli di italiani, di extracomunitari, di nomadi, di rom», afferma Trevisi. «E tutti hanno lo stesso diritto di diventare grandi, vivere bene e anche di giocare».
Questo lo spirito che ha convinto i promotori del riconoscimento: l’Antoniano di Bologna, con il direttore fra’ Alessandro Caspoli, e le Selezioni nazionali dello zecchino d’oro, il cui evento conclusivo dell’edizione 2009 ha fatto da cornice alla premiazione. Presenti anche Veronica Maya, che ha condotto le tappe regionali di audizioni e che in novembre sarà al timone della 52a edizione dello zecchino d’oro, e Cecilia Gasdia, Massimo Bubola, la Playtoy Orchestra e Ciccio Pasticcio, che hanno animato lo spettacolo itinerante abbinato alle selezioni.
«In 29 tappe sono stati ascoltati oltre 4.500 bimbi», conclude Zambelli, veronese, dal 2007 responsabile delle selezioni nazionali. «Tra loro c’erano i 9 finalisti che vedremo a novembre su Raiuno».

Fonte: l’Arena 09 ottobre 2009

Posted by admin on Ottobre 5th, 2009

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I Fogli… in Radio!

Domenica 4 ottobre, dalle ore 9.30 sarò ospite di Federico Taddia nella trasmissione radiofonica L’ALTROLATO su Radio2! Vi aspetto!

Sfumature. Scorci. Visioni. E un sacco di visionari. “L’Altrolato” è il programma delle altre storie. Storie di chi tende a qualcosa ma non fa tendenza, storie di chi viaggia anche senza partire, storie di chi è partito e non sa di avere qualcosa da raccontare, storie di chi ha cose da dire ma non ha occasioni per dirle, storie di chi vede dove altri non vedono, storie di chi non ci sta, di chi non si accontenta, di chi fa per il piacere di fare.  Altre storie e storie altre, per raccontare altri italiani e altre Italie, in un leggero e ironico spazio dove si alternano e contaminano bizzarria, cultura, cronaca, stupore, passione, curiosità e meraviglia. Al microfono di Federico Taddia si alternano le persone e le loro storie, e intanto si varcano confini, si rischiano derive, di dipingono ritratti e si tratteggiano scenari della nostra società, partendo da punti di vista sempre nuovi e inattesi. Per scoprire e scoprirsi con un programma Altro. E con la sana ingenuità di chi sa ancora ridersi addosso. (L’Altrolato)

Clicca QUI per ascoltare la trasmissione!
(Si ringrazia per la collaborazione Angelo D'Andrea)

Posted by admin on Ottobre 3rd, 2009

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Qualche pagina…

Scarica e leggi le prime pagine dei due nuovi racconti pubblicati nella nuova edizione di “Fogli di via”…

Permesso di giocare

Il mondo capovolto

Buona lettura!

Posted by admin on Settembre 7th, 2009

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Ci vediamo a …

VILLAFRANCA DI VERONA

18 settembre - ore 20.30 - Auditorium

Presentazione della nuova edizione di “FOGLI DI VIA” in occasione della IX Festa dei Popoli, organizzata dalla Commissione Missionaria del Vicariato Villafranca e Valeggio, in collaborazione con i gruppi missionari della Vicaria, e con il patrocinio del Comune di Villafranca

VERONA

26 settembre - ore 17.00 - Sala congressi Banca Popolare di Verona (P.zza Nogara, 12)

Presentazione “FOGLI DI VIA”, nell’ambito dell’incontro organizzato dall’Istituto Suore Paoline dal tema: “La famiglia nell’Italia multiculturale di oggi”, con la presenza di Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana.

INCONTRI. Il direttore di Famiglia Cristiana e il nuovo capo della mobile

«I falsi modelli uccidono i valori»

La famiglia non come problema ma come risorsa. Lo afferma già nel titolo del suo nuovo libro, edito da Mondatori, «La famiglia cristiana. Una risorsa ignorata», dove l’aggettivo che definisce di per sé il valore della famiglia come fulcro di sviluppo per l’intera società fa immediatamente intuire l’accento critico, privo di veli o reticenze, con il quale il tema è affrontato.
Don Antonio sciortino, direttore del settimanale cattolico «Famiglia cristiana» e autore del saggio in questione, ha parlato di questo suo recente lavoro davanti ad un pubblico numerosissimo ieri pomeriggio, in occasione dell’incontro organizzato dalla Paoline, primo di un ciclo di incontri che si svolgono nella sala convegni della Banca Popolare e che ha avuto come ospite, a fianco del direttore di «Famiglia cristiana», il nuovo capo della squadra mobile di Verona Giampaolo Trevisi, autore di un libro che fotografa la nostra società, «Fogli di via», racconti ispirati alla sua attività di responsabile dell’Ufficio immigrazione. A presentare i due autori, il giornalista di «Famiglia Cristiana» Lamberto Laggia.
«Il nostro è un Paese vecchio: dagli anni Ottanta gli anziani sono più numerosi dei giovani e dunque parlare di famiglia e ripensare politiche in grado di aiutare la famiglia non è un discorso retrogrado, ma un’affermazione di progresso. Investire sul futuro della famiglia vuol dire investire sul futuro del Paese”, ha esordito don sciortino, dopo che Laggia aveva indicato solo qualche dato indicativo della situazione italiana oggi, che vede 250mila famiglie contro le 400mila della metà degli anni Settanta e solo 45 giovani su 100 di età compresa tra 25 e 34 anni che vivono in coppia.
«Mettere al mondo due figli oggi significa scivolare nella soglia della povertà. Mancano le risorse economiche, non la voglia dei giovani di fare famiglia», ha proseguito il direttore di «Famiglia cristiana». «In Francia gli asili nido sono aperti 11 ore al giorno per 11 mesi, da noi, in lacune città, sono pressoché inesistenti. Ogni campagna elettorale porta con sé grandi promesse, ma il nostro è un Paese che attua politiche familiari dal respiro corto, con assegni per i figli “una tantum”, aiuti limitati e senza una vera prospettiva».
Ma don sciortino ha aggiunto che la ragione di questa crisi della famiglia non è solo economica: «Un cattivo servizio arriva dai media, dal surrogato pubblicitario delle fiction televisive che mostrano famiglie allargate all’insegna di una falsa felicità. Se infatti tutto è famiglia, niente è più famiglia, paradossalmente cioè i falsi modelli fanno morire il senso e il valore del concetto di famiglia. E’ necessaria dunque da parte di tutti, laici e cattolici, una riflessione profonda, che parta dai principi sanciti nella Costituzione, per affrontare il delicato tema delle unioni di fatto, e ribadire la necessità di una politica a favore del ricongiungimento familiare, vera sfida delle politiche sull’immigrazione». A.G.

Fonte: l’Arena del 27 settembre 2009

Posted by admin on Settembre 4th, 2009

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Grazie!

Gianpaolo Trevisi è il nuovo capo della squadra mobile scaligera

Cambio al vertice della squadra mobile della polizia di Verona: Gianpaolo Trevisi, 39 anni, prende il posto di Marco Odorisio chiamato a dirigere la squadra di Venezia.

Verona. Gianpaolo Trevisi è il nuovo capo della squadra mobile della polizia di Verona. Trevisi, 39 anni, romano, funzionario della questura di Verona dal novembre del 1993, oggi è stato nominato dal questore Vincenzo Stingone alla guida della mobile. Prende il posto del neo promosso primo dirigente Marco Odorisio, chiamato dal ministero dell’Interno a dirigere la squadra mobile di Venezia; è anche uno scrittore.

Trevisi ha iniziato la sua carriera proprio alla Questura di Verona con la qualifica di vice commissario. Nel 2001 è stato nominato dirigente del commissariato di “Borgo Roma” sino al 2002, anno in cui ha assunto l’incarico di dirigente dell’Ufficio immigrazione. Il questore di Verona, i funzionari ed il personale della questura hanno fatto pervenire a Trevisi gli auguri per l’avanzamento di carriera.

Fonte: l’Arena 26/08/2009

La squadra mobile ha un nuovo capo

Le sue passioni per il calcio e le poesie coniugate con l’impegno professionale

In molti se l’aspettavano, in tanti attendevano che ci fosse la «firma», quella che decreta in assoluto che l’incarico è stato assegnato. Cambio al vertice della squadra Mobile di Verona. Gianpaolo trevisi, 39 anni, romano, funzionario della questura di Verona dal novembre del 1993, ieri è stato nominato dal questore Vincenzo Stingone nuovo capo della squadra Mobile scaligera, prendendo il posto del neo promosso primo dirigente Marco Odorisio inviato dal ministero dell’Interno a dirigere la squadra Mobile di Venezia.
Trevisi per i non addetti ai lavori non è mai stato uno «sbirro», hanno imparato a conoscerlo per i suoi libri, le sue poesie, la sua sensibilità. E le sue doti umane hanno permesso al funzionario di ricevere notevoli apprezzamenti non solo a livello locale, ma anche da parte dei vertici del ministero dell’Interno, tali da permettergli di raggiungere questo nuovo prestigioso incarico. È dunque una staffetta quella della Mobile tra l’ex capo e il suo ex vice, uniti tra l’altro dalla stessa passione per il calcio che continuano a giocare, ma assolutamente diversi a livello umano, caratteriale e d’immagine. Sempre impeccabile e «istituzionale» Odorisio, giacca e cravatta d’ordinanza, mentre Trevisi la cravatta fatica a tenerla stretta al collo e la sua barbetta di qualche giorno spunta tra uno scatto e l’altro delle varie conferenze stampa. Ma le doti investigative sono di entrambi. A trevisi è bastato un trasloco che l’ha fatto scalare di una stanza al secondo piano della questura.
Il funzionario ha iniziato la sua carriera professionale proprio nella questura di Verona con la qualifica di vice commissario provenendo direttamente dall’istituto superiore di Polizia di Roma, dopo aver frequentato circa cinque anni di corso di formazione per funzionari della Polizia di Stato, svolgendo inizialmente l’incarico di funzionario addetto alle Volanti, successivamente della divisione di gabinetto, per poi nel 1996 divenire dirigente dell’ufficio del personale. Nel 2001 è stato nominato dirigente del commissariato sezionale di Borgo Roma sino al 2002, anno in cui ha assunto l’incarico di dirigente l’ufficio immigrazione.
Nel gennaio 2008 è stato nominato vice dirigente la squadra Mobile. Il questore, molti funzionari e molti colleghi si sono complimentati con il nuovi dirigente. Un incarico importante il suo, che deve far paura per le responsabilità che ha, ma anche impegnare in una sfida davvero entusiasmante.
Essere «Mobilieri» poi non è un lavoro, è una fede.

Fonte: l’Arena 27/08/2009 (di Alessandra Vaccari)

Trevisi, penna corsara capo della mobile  «Meno burocrazia e più presenza in città»

Nominato al posto di Odorisio. «C’è qualcuno che pensa che io sia troppo buono…»

VERONA — «Qui è tutto diverso. Al­l’ufficio immigrazione vivi una tristezza che non ha soluzione. Che è legata alle storie personali di chi ti trovi davanti. Qui è una sorta di botta e risposta. Vivi il dolore della vittima, ma anche il riscat­to che ti dà il fatto di prendere chi quel dolore lo ha causato». Di racconti «stra­ni… eri» il dottor Gianpaolo Trevisi ades­so ne avrà meno da raccontare. Ma po­trà riempire tomi di racconti «strani». Perchè quella penna corsara che raccon­ta come una divisa non sia sempre e so­lo una pezza sul cuore, adesso potrà at­tingere a quanto la vita dona di più mi­serabile. Potrà raccontare di rapine e ra­pinatori, il dottor Trevisi, di truffe e truf­fatori. Potrà scrivere di abusi e violenze. Di vittime e carnefici. Perchè da ieri lui, il dottor Gianpaolo Trevisi, 39 anni ­che in polizia per un incarico del genere possono essere anticipati dall’avverbio «appena», - è il nuovo capo della squa­dra mobile della questura di Verona.

Era a lui che doveva andare quel po­sto che per otto anni ha ricoperto Mar­co Odorisio, che giusto ieri si è insedia­to a capo della mobile di Venezia. Per­chè da un anno e sette mesi Trevisi ne era il vice. Ma la polizia - almeno in que­sti casi - non si muove sempre sulla li­nea della successione. E l’avvicenda­mento non era sicuro. Vuoi perchè la mobile di Verona è una di quelle squa­dre che danno lustro. E i pretendenti si erano messi in fila. Vuoi proprio per quella penna corsara e per quel caratte­re un po’ così, di Trevisi. Uno che alle formalità ha sempre preferito l’umani­tà. Uno che i gradi non li vede sull’uni­forme, ma li cerca nell’anima. «Mi hanno sempre detto che sono troppo buono - racconta - . Allora, quan­do ero all’ufficio immigrazione, qualche mattina quando mi alzavo mi dicevo ‘oggi faccio lo stronzo’. Ma non ci sono mai riuscito». A garantire la successio­ne per linea diretta sono stati il questo­re e gli uomini della polizia. Quelli della squadra mobile, ma anche quelli che Trevisi da sei anni lo vedono ogni gior­no negli uffici di lungadige Galtarossa. Era un vice commissario uscito fresco fresco dall’istituto superiore della Poli­zia di Roma, il dottor Gianpaolo Trevisi quando arrivò nel novembre del 1993. La gavetta se l’è fatta tutta. Funzionario addetto alle volanti, poi alla divisione di Gabinetto. Nel ’96 la nomina a dirigente dell’ufficio personale, poi del commissa­riato di Borgo Roma. E dal 2002 al 2008 dirigente dell’ufficio immigrazione.

«Lo­ro - disse riferendosi agli agenti dell’uffi­cio - sono l’unica cosa positiva che ho trovato quando sono arrivato. E’ un la­voro alienante quello dell’ufficio immi­grazione, ma questi ragazzi non si la­mentano mai». Iniziò a dargli voce lui, con la sua penna corsara. Nel 2005 vin­se un premio letterario, «Narratori in di­visa », con un racconto, «L’Africa in un cassonetto». La storia racconta della fu­ga di un vu’cumprà, inseguito da un po­liziotto. Poi sono arrivati i libri. I «rac­conti strani…eri» diventati «Fogli di via». E la prefazione di Gad Lerner. Uno che non è avvezzo a prendere lucciole per lanterne. ««Sapere che esistono uffi­ciali di polizia ‘armati’ dell’umanità di Gianpaolo Trevisi - spiega Lerner - capa­ci di scrivere storie belle come queste non è di per sè motivo di stupore. Ci mancherebbe: gli uomini e le donne im­pegnati a garantire il rispetto della lega­lità e della sicurezza pubblica vivono su una speciale frontiera della condizione umana dov’è impossibile restare a lun­go indifferenti. O per legittima difesa anestetizzi i tuoi sentimenti, oppure svi­luppi una sensibilità dolente, speciale, difficile da reggere». Eccolo, il nuovo capo della mobile scaligera.

Ieri, dopo che il questore Stin­gone ha firmato l’ordinanza con la no­mina decisa dal ministero dell’Interno, lui ha parlato con le donne e gli uomini della squadra mobile. «Gli ho detto che siamo sulla stessa barca. Può essere un transatlantico quando tutto va bene, ma anche mezza zattera. L’importante è che si vada tutti nella stessa direzione. Io non mi consideravo degno di occupare questo posto perchè la nomea che ha la squadra mobile di Verona l’hanno crea­ta loro. Ho detto solo che sarò come una carta assorbente, prenderò tutto quello che mi diranno e faranno». In un anno e sette mesi si è fatto le ossa, il dot­tor Trevisi. Fu lui tra i primi a vedere la mattanza di San Felice, quando Alessan­dro Mariacci ammazzò la moglie e i tre figli piccoli prima di uccidersi. «Lì non avevo la rabbia di cercare l’assassino. Ve­devo solo quei bambini che sembrava dormissero nel loro letto. Quella tristez­za me la porterò dentro per sempre». E c’è una cosa che il dottor Gianpaolo Trevisi, vorrebbe realizzare. «Vorrei che la squadra mobile fosse più presente sul territorio. Vorrei meno burocrazia e che il personale possa essere in strada. Lo fa­rò io stesso. Sarò in giro per la città il più possibile e intensificherò il rappor­to di collaborazione con le volanti. Spe­ro che tutti i cittadini di Verona, anche gli immigrati che lo hanno fatto più di una volta, collaborino con noi». Le sue foto, i suoi codici, le sue cose il dottor Trevisi le sposterà nell’ufficio che era di Odorisio tra qualche giorno. «Il trasloco più facile della mia vita - dice - mi spo­sto di appena due stanze…». Con l’ex capo, con cui condivide la passione per il calcio, il rapporto conti­nua. «Gianpaolo - ha detto Odorisio ­non ha bisogno di presentazioni, auguri o consigli. E’ la continuazione…».- Che per una volta, a Verona, ha seguito la lo­gica.

Fonte: Corriere del Veneto 27/08/2009

Posted by admin on Agosto 27th, 2009

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I fogli… a Lendinara!

3 settembre 2009, ore 21.00

presso la Biblioteca comunale di Lendinara (Ro)

Presentazione di FOGLI DI VIA

Storie di volti migranti incontrati tra i corridoi della Questura…

Scarica la locandina

Posted by admin on Agosto 27th, 2009

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In libreria la nuova edizione!

Seconda Edizione con

NUOVI RACCONTI !

Posted by admin on Luglio 10th, 2009

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L’Africa… in teatro a Monteforte!

L’Africa in un cassonetto

spettacolo teatrale liberamente tratto da Fogli di via

Progetto “Intrecci di sguardi”

venerdì 03 luglio 2009 alle ore 20.30

presso il Teatro parrocchiale di Monteforte d’Alpone (VR)

a cura dell’Associazione Teatro geneticamente modificato

Clicca qui per la locandina

Posted by admin on Giugno 27th, 2009

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giugno…

11 giugno 2009 ore 21.00 a Isola della Scala presso il Teatro Capitan Bovo

incontro dibattito dal tema

COSTITUZIONE E IMMIGRAZIONE, LA RICCHEZZA DELLE DIVERSITA’

Presentazione del libro FOGLI DI VIA.

Durante la serata verranno premiati i primi tre studenti classificati dell’Istituto di Istruzione “Bolisani” che hanno partecipato al progetto “Per una società che include”.

La serata è organizzata da Cenacolo Card. Bevilacqua, Cooperativa sociale di solidarietà La scintilla in collaborazione con la Libreria Piccolo Principe e GR Immobiliare di Isola della Scala.

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13 giugno 2009 ore 17.30 a Verona presso il Chiostro di San Bernardino, Stradone Provolo 28

VOLTI, SOGNI E RACCONTI CLANDESTINI

Presentazione dei libri FOGLI DI VIA e LADRI DI STELLE

Sarà presente anche Nicola Montano, già poliziotto di frontiera ed autore di Ladri di stelle (ed. Medusa)

Posted by admin on Giugno 7th, 2009

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