Premio Zecchino d’Oro… grazie!

Alla Polizia un premio per la sensibilità e l’umanità

Il prestigioso premio Zecchino d’Oro promosso dall’Antoniano di Bologna e dal comitato organizzatore dell’omonimo concorso canoro è stato assegnato in questa sua prima edizione a Gianpaolo Trevisi, dirigente della squadra mobile della questura di Verona, e a Vincenzo Stingone questore della città scaligera.
Il premio è stato ideato per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie piu’ deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanita’ e sensibilita’.
Trevisi è stato autore del libro “Fogli di via“. Una serie di racconti ispirati dalla sua precedente esperienza di responsabile dell’Ufficio Immigrazione. Uno spaccato di storie, a metà tra finzione e realtà, segnate dalla disperazione e che rivelano la sensibilità applicata dall’autore nel suo lavoro quotidiano.
Nell’attribuire il premio a Trevisi la giuria ha voluto, secondo la motivazione, applicare il riconoscimento anche a tutti i poliziotti che lavorano nell’Ufficio Immigrazione di Verona e a tale proposito hanno premiato anche il questore Vincenzo Stingone, capo di tutti gli agenti della città scaligera.

Fonte: Polizia di Stato 05-10-2009

«Fogli di via», l’Antoniano premia Trevisi. Al capo della Mobile lo «Zecchino d’oro»

Il riconoscimento, alla prima edizione, va all’impegno di professionisti e istituzioni verso i bambini. La scelta è caduta sui racconti del vice questore scaligero

VERONA - È stata assegnata a Gianpaolo Trevisi, vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Verona, la prima edizione del Premio «Zecchino d’oro». Il riconoscimento è promosso dall’Antoniano di Bologna e dall’organizzazione delle selezioni nazionali dello Zecchino d’oro per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie più deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanità e sensibilità. 

La giuria, presieduta da Fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile del Tour nazionale di selezioni dello Zecchino d’oro, ha deciso di premiare Trevisi, autore del libro «Fogli di via» (edizioni Emi, Bologna), una serie di racconti ispirati alla sua attività di responsabile dell’ufficio Immigrazione, perchè «con le sue storie a metà tra realtà e fantasia - si legge nella motivazione - ha dimostrato di aver svolto per anni il proprio lavoro con impegno ed entusiasmo, riuscendo a mettersi sempre dall’altra parte della scrivania, e nei panni di chi soffre, con profonda umanità ed eccezionale sensibilità, soprattutto trovandosi di fronte dei bambini, con i loro colori e le loro vulnerabilità».

«Premiando Trevisi - spiegano Caspoli e Zambelli - vengono anche premiati tutti gli agenti dell’ufficio Immigrazione e della polizia di stato di Verona che in particolare di fronte ai minori, sia in ufficio che per strada, hanno sempre cercato di svolgere il proprio lavoro ricordandosi di essere uomini e donne, ancora prima che poliziotti. Per questo motivo lo stesso riconoscimento sarà assegnato anche a Vincenzo Stingone, questore di Verona e quindi capo e rappresentante di tutti i poliziotti della città scaligera».

Fonte: Corriere del Veneto 5 ottobre 2009

Tutelano i diritti di bambini e dei deboli

Riconoscimenti dallo zecchino d’oro a questore e capo mobile. Il merito è dei poliziotti che ogni giorno lavorano mettendo cuore nella professione

È stata assegnata al questore di Verona Vincenzo Stingone quindi capo e rappresentante di tutti i poliziotti della città scaligera la prima edizione del premio «zecchino d’oro».
Il riconoscimento è stato promosso dall’Antoniano di Bologna e dall’organizzazione delle selezioni nazionali dello zecchino d’oro - è detto in una nota - per celebrare professionisti, enti e istituzioni segnalatisi, nel corso degli anni, per il lavoro e l’impegno profuso a favore delle categorie più deboli, in particolare i bambini, dimostrando doti di umanità e sensibilità.
«Siamo orogogliosi di questo premio, che io condivido con tutti gli uomini e le donne che lavorano con me», ha detto Stingone, «il poliziotto è spesso un ragazzo come tanti suoi coetanei, che ha grandi valori e per essi combatte. Non dev’essere visto come un oppressore, ma come un amico pronto a dare una mano. Per questo da sempre sottolineo l’importanza della vicinanza nelle scuole. Sono felice anche per la premiazione di Trevisi», ha detto il questore, «perchè al suo impegno professionale aggiunge doti umane apprezzabili». La giuria, presieduta da fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile del Tour nazionale di selezioni dello zecchino d’oro, ha deciso infatti di premiare anche Gian Paolo Trevisi, dirigente della squadra mobile autore del libro «Fogli di via» (ed. Emi, Bologna), una serie di racconti ispirati alla sua attività di quando era responsabile dell’ufficio immigrazione, perchè «con le sue storie a metà tra realtà e fantasia - si legge nella motivazione - ha dimostrato di aver svolto per anni il proprio lavoro con impegno ed entusiasmo, riuscendo a mettersi sempre dall’altra parte della scrivania, e nei panni di chi soffre, con profonda umanità ed eccezionale sensibilità, soprattutto trovandosi di fronte dei bambini, con i loro colori e le loro vulnerabilità».
«Premiando Trevisi - spiegano Caspoli e Zambelli - vengono anche premiati tutti gli agenti dell’ufficio immigrazione e della polizia di Stato di Verona che in particolare di fronte ai minori, sia in ufficio che per strada, hanno sempre cercato di svolgere il proprio lavoro ricordandosi di essere uomini e donne, prima che poliziotti». A.V.

Fonte: l’Arena 06 ottobre 2009

A Stingone e Trevisi il premio zecchino d’oro

Per l’occasione il questore si è esibito in alcune canzoni napoletane Zambelli: «Ascoltati 4.500 bimbi, i nove finalisti su RaiUno a novembre»

L’umanità e la sensibilità che sono valse loro il premio «zecchino d’oro» le hanno dimostrate anche l’altra sera, a villa Novare di Arbizzano, al momento della consegna ufficiale del riconoscimento.
Il questore Vincenzo Stingone e il vicequestore e capo della squadra mobile Gianpaolo Trevisi hanno infatti accolto il premio, attribuito loro da una giuria presieduta da fra’ Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Claudio Zambelli, responsabile delle Selezioni nazionali dello zecchino d’oro, con il sorriso e l’umiltà di chi, oltre a vestire quotidianamente i panni del poliziotto, sa, se il contesto lo richiede, anche ascoltare, divertirsi e, perché no, cantare. Insomma, hanno dimostrato di incarnare appieno quello spirito solidale ma anche giocoso che sta alla base del successo di 50 anni di zecchino d’oro.
«Ho vinto lo zecchino d’oro, è un sogno che si avvera», scherza Stingone, confessando che una delle sue passioni è proprio il canto. «Durante gli studi, facevo pianobar», ha detto prima di lanciarsi in un’interpretazione estemporanea, ma intensa di alcuni classici della musica partenopea, da «Malafemmena» a «Reginella». Applausi scroscianti e complimenti per il questore il quale non avrebbe potuto combattere nel modo migliore lo stereotipo che, dice, circonda gli agenti di polizia:«Quello del poliziotto repressore e, quindi, “cattivo”. Mentre gli agenti che rappresento, lavorano con entusiasmo e umanità e in questo modo, prima di essere poliziotti, dimostrano di essere uomini e donne che soffrono e si divertono, esattamente come gli altri».
Se questa è l’immagine nuova che la polizia vuole trasmettere, testimonial ideale è Gianpaolo Trevisi, vicequestore e capo della squadra mobile scaligera, che insieme a Stingone ha ricevuto il premio per il suo libro Fogli di via, storie ispirate dalla sua esperienza come dirigente dell’ufficio Immigrazione. «Trevisi», lo descrive Gad Lerner nella presentazione del volume, «è un ufficiale che ha capito come sia necessario, per fare davvero il proprio dovere, entrare in relazione con l’interlocutore, tanto più là dove s’instaura una relazione di potere».
E tra i suoi interlocutori, negli anni di attività, moltissimi sono stati i bambini, con le loro vulnerabilità. «I bimbi sono tutti uguali, che siano figli di italiani, di extracomunitari, di nomadi, di rom», afferma Trevisi. «E tutti hanno lo stesso diritto di diventare grandi, vivere bene e anche di giocare».
Questo lo spirito che ha convinto i promotori del riconoscimento: l’Antoniano di Bologna, con il direttore fra’ Alessandro Caspoli, e le Selezioni nazionali dello zecchino d’oro, il cui evento conclusivo dell’edizione 2009 ha fatto da cornice alla premiazione. Presenti anche Veronica Maya, che ha condotto le tappe regionali di audizioni e che in novembre sarà al timone della 52a edizione dello zecchino d’oro, e Cecilia Gasdia, Massimo Bubola, la Playtoy Orchestra e Ciccio Pasticcio, che hanno animato lo spettacolo itinerante abbinato alle selezioni.
«In 29 tappe sono stati ascoltati oltre 4.500 bimbi», conclude Zambelli, veronese, dal 2007 responsabile delle selezioni nazionali. «Tra loro c’erano i 9 finalisti che vedremo a novembre su Raiuno».

Fonte: l’Arena 09 ottobre 2009

This entry was posted on Lunedì, Ottobre 5th, 2009 at 20:16 and is filed under Appuntamenti, Racconti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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